Esercizi [non?] senza pretese

domenica, 10 luglio 2005
SEMAFORI

Giro in macchina da quaranta minuti. Ho già attraversato tutta la città. Fa fresco, si viaggia bene. Non c'è quasi nessuno; molti sono al mare, altri dormono, non io. I bagliori arancioni  stampati nel nero della notte mi attraggono; inseguo lampioni in successione, senza stancarmi. Alzo il volume della radio, mi lascio accompagnare dai Doors, come farebbe un buon amico in empatico silenzio. L'aria entra dal finestrino e punge. Al semaforo mi accendo una sigaretta e non riparto prima di finire. Vedo scattare il verde per sei volte ma sto fermo. Qualcuno suona, ma non mi muovo. Guardo la sigaretta che si consuma e la cenere che cade sul  mio sedile. Trovo anche il tempo di scrivere qualcosa: sopra il biglietto della spesa di ieri, sul fazzoletto già usato, tra le pagine del catalogo premi del benzinaio. Poi riprendo sereno il mio viaggio, che pace finalmente, respiro. Decido di non tornare, per stasera; dopotutto non so nemmeno se a casa c'è qualcuno che mi aspetta. Tiro dritto, vado in Francia. Cambio stato, cambio lingua, cambio vita. Domani faccio colazione a Marsiglia, la cena a Parigi; non sarà difficile trovare dove dormire per qualche sera; con il francese me la cavo; il lavoro me lo invento; riscrivo tutto dall'inizio, tiro dritto.
     

Scritto da: IoGioco il 10/07/2005 23:24 | link | commenti (4) |

domenica, 03 luglio 2005
LAURA

E poi guardo le stelle e lo scorrere del tempo e il passato nel loro colore, e la luna, e suono. E poi il mio suono è musica, è ricerca di armonia. Il mio suono scorre, ha un inizio ed una fine, percorre viaggi intorno al mondo e scruta il cielo per incontrare gufi o descrivere  pianeti. E poi, prima ancora del mio suono e del mio sguardo, c'è un sapore, una fragranza niente affatto casuale, accurata, bianca e nera. E poi le rughe di un sorriso che non smette di procedere, un timido sorriso grato all'esistenza e a tutti i suoi rimpianti. E poi c'è la dolcezza, la precisione, la volontà; la volontà che apre gli occhi e vede i suoi confini, e la volontà che non si arrende, e piccola, prosegue il viaggio intensa e delicata.... E poi ancora...

Scritto da: IoGioco il 03/07/2005 00:09 | link | commenti (1) |

mercoledì, 29 giugno 2005
ALTERNATIVAMENTE ACQUA E MIELE

Si trastullava all'ombra di un platano millenario, si sarebbe detto. Giocherellava con le dita nell'acqua ad accompagnare per la loro strada insetti miracolati. Talvolta levava il cappello per salutare i passanti in segno di benvenuto. Si circondava di aria fresca e profumi, e non spendeva ora senza esibire il sottile sorriso. All'alba arrivava nel parco con fare sicuro, con l'esperienza di chi sa passeggiare. Ritualmente sbottonava la giacca di lino: la toglieva con breve torsione del busto e, piegata in modo simmetrico, preciso l'adagiava a terra. Quindi si stendeva sul letto di steli. La camicia bianca di seta, sempre la stessa, non svelava alcun altro segno. La sera, come era venuto, ripartiva: ripresa la giacca con fare sicuro, camminava spedito verso l'uscita e scompariva agli occhi di tutti. Ben presto non sarebbe più tornato, io credo: non è poi tanto facile sorridere sempre. Ma per un certo periodo non ben quantificabile fu alternativamente acqua e miele.

Scritto da: IoGioco il 29/06/2005 22:30 | link | commenti |

 

In questo contesto sono un verbo, coniugato al presente. Sono anche la volontà di coltivare un'idea senza troppe pretese. Non tanto nei confronti di chi legge, ma di chi scrive. Sono quasi un imperativo della leggerezza. Per me.

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